Serpeverde vuol dire grandezza

Salve e benvenuti nella rubrica “Legilimens!”.

La inauguriamo partendo con un personaggio che è entrato nell’immaginario collettivo come emblema di sacrificio, di coraggio e d’amore, un Serpeverde tutto d’un pezzo e con il cuore distrutto, estremamente incompreso e spesso disprezzato. Ebbene sì, stiamo per parlarvi di Severus Piton.

Severus Piton nacque il 9 gennaio 1960 nel quartiere Spinner’s End di Cokeworth, cittadina in cui conobbe Lily Evans. Suo padre era un Babbano, mentre sua madre era una Strega. Nel 1971, Piton entrò nella scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts e venne smistato in Serpeverde, ma Lily fu assegnata a Grifondoro. Da quel giorno, per lui ebbe inizio una faticosa sequela di avvenimenti che infine lo portò a morire per la sua amata Lily.
Durante gli anni scolastici ad Hogwarts, Piton si rivelò molto portato per Pozioni, materia di cui poi conquistò la cattedra.
Essendo un ragazzo molto intelligente, non ci mise molto ad entrare nelle grazie di Horace Lumacorno, che lo inserì nel suo esclusivo e niente affatto disinteressato Lumaclub. Si dice che Piton conoscesse la metà degli incantesimi che conoscevano gli studenti del settimo anno già dal suo primo anno ad Hogwarts. Era indubbiamente un ragazzo prodigio, tant’è che inventò gli incantesimi Sectumsempra (terribile fattura emorragica) e Levicorpus.
Il periodo di studi ad Hogwarts non fu facile per Piton. Cominciò man mano a sospettare che Remus Lupin fosse un Lupo Mannaro; perciò Sirius Black, ritenendo che la possibilità che Remus avrebbe potuto fargli del male fosse divertente, gli disse che se voleva sapere cosa stesse succedendo avrebbe dovuto recarsi alla Stamberga Strillante, passando per il Platano Picchiatore. Piton andò a controllare, Remus si trasformò e perse il controllo, James, preoccupato per l’espulsione, si intromise e gli salvò la vita. Piton non perdonò mai James per averlo messo nella condizione di essergli riconoscente, sebbene provasse tanto astio verso di lui.
Tuttavia, quella non fu la peggiore delle vicende. I Malandrini si divertivano spesso a vessarlo e a fargli dispetti di ogni genere, angherie che raggiunsero il picco il giorno stesso dei G.U.F.O. dopo che, umiliato pesantemente da James, Lily tentò di difenderlo e Piton la chiamò “schifosa sanguesporco”. Man mano Lily dimenticò il suo vecchio amico Severus e frequentò sempre di più James, con il quale infine si sposò ed ebbe Harry.
Ormai Lily era persa per sempre.
Il destino di Piton fu segnato quando si schierò con la fazione di Voldemort. Contemporaneamente al suo incarico come Mangiamorte, Piton insegnava Pozioni ad Hogwarts, e fu proprio qui che, durante il colloquio di Sibilla Cooman per la cattedra di Divinazione, venne a conoscenza della profezia secondo la quale presto sarebbe nato il mago che avrebbe sconfitto per sempre il Signore Oscuro. Da bravo sottoposto, andò a riferire immediatamente a Voldemort della profezia, ma quando seppe che quest’ultimo voleva uccidere il figlio di Lily corse a chiedere per lei aiuto e protezione ad Albus Silente. Supplicò Voldemort di risparmiare la vita di Lily; non gli importava nulla del neonato, per lui era necessario salvare la donna che aveva sempre amato. Voldemort accettò, ma la notte in cui si recò a Godric’s Hollow per uccidere Harry, Lily si frappose tra lui ed il bambino, così Voldemort l’assassinò senza scrupolo, così come viene uccisa una mosca che ronza intorno al fattore e lo infastidisce. Severus non poté prevedere la reazione di Lily, così come non la previde Voldemort, perché entrambi, ignari di cosa fosse l’amore, non erano al corrente di ciò che sarebbe stato in grado di fare.
Dopo la morte di Lily, Piton seguì il consiglio di Silente di entrare a far parte dell’Ordine della Fenice e di diventare la sua spia personale tra le file nemiche, includendo la protezione di Harry fra le sue mansioni. Vari personaggi della Saga sospettarono di Piton e della sua lealtà verso l’Oscuro Signore, tra i quali Raptor, Minus, Malfoy e Bellatrix, debitamente messi a tacere nel corso degli eventi con le prove delle gesta puntualmente compiute dallo stesso Piton. Non v’è dubbio che ciò che ha fatto Piton durante gli anni in cui serviva contemporaneamente sia Voldemort che Silente sia stato di discutibile moralità, ma neanche per lui fu facile. Conosciamo tutti le espressioni di sofferenza e sopportazione che nei film è solito sfoggiare con forza e sangue freddo, i continui compromessi fra ciò che vuole e ciò che deve fare, la tenacia e l’incredibile coraggio che deve aver speso per arrivare fino in fondo alla sua causa. E qui giungiamo ad una domanda: lo ha fatto per vendetta o per senso eroico? Propendiamo per entrambi. In fondo, un Serpeverde è capace di tutto per le persone che ama, non fa distinzione tra vendetta e giustizia. Piton era una persona in grado di odiare profondamente, come sappiamo dalle vicende con i Malandrini e dal suo comportamento verso i suoi poveri e molto spesso innocenti studenti, e non è impensabile che abbia covato per Voldemort un odio anche superiore. Senza dubbio provava nei suoi confronti ammirazione, un timore quasi reverenziale, e gli riconosceva la fama di più grande mago oscuro di tutti i tempi di cui gli viene fatto vergognosamente merito da coloro che in segreto continuano ancora a ricordarne le imprese, ma dal momento in cui decise di uccidere Lily, Piton capì che non poteva più far parte lealmente del suo schieramento. Cominciò quindi la sua carriera di spia per Silente, un ruolo che gli calzava a pennello.
Ma perché Severus si unì ai Mangiamorte, pur avendo poi cambiato del tutto rotta? La risposta la si può trovare nel suo passato, nello scarso rapporto con il proprio padre, Tobias Piton, il quale era solito perpetrare violenza domestica sulla moglie, come scopre Harry durante una lezione di Occlumanzia. Questo si ripercosse indelebilmente sulla psiche del giovane Severus, tanto da fare del suo genitore la sua massima paura. Infatti, di fronte a lui, un Molliccio assumerebbe le sembianze di suo padre. Da questo trauma, dall’abbandono del padre, che non capiva il proprio figlio a causa dei poteri magici ereditati dalla madre, Severus sviluppò un’illogica avversione per tutti i Babbani, poiché in loro vedeva il riflesso del padre degenere ed ignorante che ha avuto. Sta di fatto che Severus crebbe collezionando una serie considerevole di mancate esperienze, che lo rese insicuro e incline ad affidarsi alle persone sbagliate, primo fra tutti Voldemort. In lui vedeva un leader, un caposaldo, un uomo sicuro di sé e che avrebbe riconosciuto a Severus le attenzioni e i meriti che gli spettavano. Ma Voldemort era ben lontano dall’essere la persona che Piton credeva. Severus si rese presto conto che l’Oscuro Signore non voleva altro che raggiungere i propri scopi con qualsiasi mezzo possibile, non avrebbe fatto favori a nessuno, avrebbe soltanto preso, da lui, senza mai dare niente in cambio. Un altro motivo per il quale si unì a Voldemort fu il suo odio verso i Babbani, sebbene con il passare degli anni prese coscienza della vera natura di tale rancore. Forse, questo pregiudizio crollò quando conobbe Lily, il suo primo e unico amore, anche se, come sappiamo, neanche con lei fu del tutto cortese.
Nonostante la diffidenza e la paura di essere ferito come gli era successo da bambino, Severus è stato in grado di amare profondamente. Amava sua madre, poi Lily, poi Silente, il quale gli diede la possibilità di redimersi dalle scelte sbagliate, lo accolse come un figlio e, di rimando, Severus intravide in lui la figura paterna che gli era sempre venuta meno, riservò in Silente piena lealtà e fiducia.
Quella dei Mangiamorte fu una strada facile, una strada dal successo assicurato, o almeno così sembrava, tuttavia, pur essendo orgoglioso, Severus trovò il coraggio e la forza di cambiare, abbandonando la possibilità di riscattarsi agli occhi di chiunque lo avesse considerato un povero inetto. Dunque, Severus Piton, nonostante le sue debolezze, le sue sofferenze, il suo passato, la sua immaturità, il suo carattere difficile e vendicativo ed il suo orgoglio, è stata una persona veramente forte, ha cambiato la sua vita votandosi ad una missione più grande di lui, nobile quanto lui e prode come il titolo di Principe con il quale si firmava in onore e memoria della madre. Piton è senza dubbio uno dei personaggi più controversi che la Rowling abbia creato, un uomo in eterno conflitto con i propri demoni interiori e la luce che così tanto si ostinava ad inseguire durante gli ultimi diciassette anni della sua vita; è uno dei personaggi che più piacciono all’autrice di questo articolo, poiché è stato in grado di fare la cosa giusta a dispetto dei propri bisogni e attitudini, è stato capace di mantenere una promessa fino alla morte, immolandosi per essa e morendo da eroe, il più nobile tra i Serpeverde mai esistiti.

 

Valentina V. V. Rosati

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