La Camera dei Segreti: “Vite e Menzogne di Gilderoy Allock”

Su Harry Potter e la Camera dei Segreti si fondano le premesse per molti dei capitoli successivi. In questo romanzo, infatti, veniamo per la prima volta a conoscenza della storia della costituzione di Hogwarts e dei quattro fondatori delle Case con i loro rispettivi tratti caratteriali peculiari. È anche il primo libro in cui compare un Horcrux, ovvero il diario di Tom Riddle, e in cui si accende il climax della battaglia di Harry contro la morte vera, tangibile, che compare sotto forma di un ricordo ma trae energia da una persona in carne ed ossa per poter ritornare. È uno dei tantissimi esempi che la Rowling ha presentato per chiarire in modo inequivocabile ai lettori di Harry Potter che, perfino in un mondo dove la magia può fare qualsiasi cosa, essa non può nulla contro la Morte, il nemico finale, l’unica cosa irreversibile delle nostre vite e che tuttavia ne è la unica costante. C’è da dire però che, seppure in questo libro vengano mostrate con più efficacia che nel primo la forza e la crudeltà di Voldemort, ci viene fornito anche uno dei suoi più grandi punti deboli, ovvero il suo vero nome, che lui disprezza in quanto uguale a quello del padre Babbano, un nome comune. In seguito, sia Silente che Harry chiamano Voldemort “Tom”, proprio per evidenziare la sua insicurezza e la sua debolezza ben nascoste dietro una maschera da tiranno.

Qui vengono anche introdotti dei personaggi affascinanti e fondamentali: per citarne alcuni, i signori Weasley, Ginny Weasley e Dobby. Tuttavia, compare anche un altro personaggio, né eroe, né villain, ovvero il nuovo insegnante di Difesa Contro le Arti Oscure: Gilderoy Allock. A primo impatto si nota il suo bell’aspetto, il sorriso accattivante, che incanta anche le signore meno sprovvedute (inizialmente anche la professoressa Mc Granitt si lasciò distrarre dal suo fascino). Come egli stesso sottolinea, è stato insignito dell’Ordine di Merlino terza classe, ha vinto cinque volte il premio Sorriso più Seducente del Settimanale delle Streghe. Nei suoi libri autobiografici di successo racconta di imprese straordinarie. Peccato che l’apparenza, non abbia celato del tutto le sue reali sembianze di mago poco abile, che ha impiegato le proprie doti nel trovare la via più rapida per il successo. Rispetto ad altri personaggi della Saga con motivazioni e ideali potenti e radicati (ad esempio Voldemort che agisce per il potere assoluto, i giovani Grindelwald e Silente che pianificano per il bene superiore o personaggi completamente votati all’etica e al sacrificio come Harry Potter), l’unico scopo di Allock è la fama, amica volubile, come lui stesso la definisce. Non avendo le capacità per guadagnarsi da solo quello a cui anela, crea le condizioni per ottenerlo comunque. In un certo senso, è un esempio di quello che molti chiamano “pensiero laterale”: egli non affronta i problemi di petto, ma cerca di aggirarli con l’astuzia.

Caratterizzato da modi eccessivamente melensi, risulta sgradevole all’intero corpo insegnante. Il professor Piton, in particolare, non lo ama poiché ambiva alla cattedra di Difesa contro le Arti Oscure. Soltanto la maggior parte delle studentesse sembra essere ammaliata dal suo fascino. La sua fama gli dà talmente alla testa da convincerlo quasi di essere stato davvero lui a compiere tutte le azioni straordinarie di cui si è preso ingiustamente il merito. Ovviamente, appena viene messo faccia a faccia con una minaccia tangibile, la sua azione istintiva è quella di fuggire, lasciando l’intera scuola in pericolo, una bambina a rischio di morte, rammaricandosene ben poco. In questo modo, tutta la sua facciata crolla e il professore si mostra per ciò che è: un vigliacco che, solo grazie alla padronanza di un incantesimo, ha costruito per sé una vita di bugie. Infatti, quando Ginny viene rapita dal Basilisco, il professore viene indirizzato verso la Camera dei Segreti dai colleghi, per dimostrare di essere in grado di affrontare anche questa avventura. Egli tenta di fuggire l’impresa, ma si ritrova costretto ad intervenire. Gli viene sottratta la bacchetta e, una volta entrato nella Camera, prova a cancellare la memoria di Ron ed Harry con la bacchetta (rotta) di Ron, lanciando inavvertitamente l’incantesimo contro se stesso. Il risultato è che gran parte della memoria gli viene cancellata. Dunque la Rowling gli riserva un destino molto simile alla legge del contrappasso usata da Dante nella Divina Commedia: il suo stesso incantesimo, quello che gli ha dato tutto, allo stesso modo gli toglie ogni cosa, ed Allock, completamente immemore del suo passato, viene ricoverato al San Mungo, sempre desideroso di firmare autografi, ma senza più ricordarsi perché vuole che le persone lo ammirino e lo cerchino.

L’autrice cerca di trasmettere, mediante il personaggio di Allock, l’idea che bisogna cercare di migliorare noi stessi, prima delle situazioni che ci circondano. Seguire costantemente la retta via e compiere scelte coerenti con il nostro IO, non ci farà pentire delle azioni passate. Dunque le buone azioni vanno compiute perché si avvertono come giuste e non con lo scopo di farne un vanto per il resto della vita. Allock ci dimostra che le azioni subdole e meschine, ci si ritorcono contro senza rimbalzarci addosso. Infatti è nello stesso libro che vi è la presenza di una delle citazioni fondamentali della Saga: Non sono le nostre capacità a determinare ciò che siamo, sono le nostre scelte. Questa frase è riconducibile al pensiero di Martin Heidegger, filosofo tedesco nato alla fine dell’Ottocento e considerato il maggior esponente dell’esistenzialismo, anche se rifiutò più volte questa etichetta. Heidegger afferma che l’uomo non si limita ad esistere, come un oggetto, ma diviene attraverso le sue decisioni. A questo proposito, il preside di Hogwarts, Albus Silente pronuncia le parole che tutti conosciamo. L’occasione gli si pone quando il ragazzo, trovando alcune somiglianze tra egli stesso e Tom Riddle, il giovane Voldemort, si chiede perché il Cappello Parlante, il cui compito è smistare i vari studenti nelle rispettive Case d’appartenenza tenendo conto del loro carattere e delle loro attitudini, non l’abbia smistato nella sua stessa casa, Serpeverde. La risposta del saggio mentore di Harry è molto semplice: Perché tu gliel’hai chiesto. Infatti Harry, durante la cerimonia dello Smistamento, prega il Cappello di smistarlo ovunque tranne che in Serpeverde perché il suo amico Ron Weasley gli ha svelato che tutti i Maghi divenuti cattivi erano Serpeverde. Proprio per questo Harry è differente da Voldemort: i due hanno diversi punti in comune, ma Harry sceglie la strada del bene e attraverso questa scelta crea un confine molto marcato tra se stesso e il potente Mago Oscuro.

Heidegger afferma che l’uomo può decidere se vivere una vita inautentica, abdicando alla possibilità di scegliere e adagiandosi al “si dice” o “si fa”; in questa vita si è come oggetti, non si prendono responsabilità e si lascia sempre decidere agli altri. Tuttavia, c’è anche la possibilità di vivere una vita autentica, un modello esistenziale in cui ci si assume fino in fondo la propria prerogativa fondamentale, cioè l’essere liberi. Si vive autenticamente se si è consapevoli di essere enti finiti, se si capisce che la morte è il proprio orizzonte di senso. Finché si vive, la morte è la possibilità più presente, mentre quando si muore, essa elimina le altre possibilità.

Proprio per questo, Heidegger conclude che bisogna vivere sapendo di dover morire, e che in questo modo la morte dà senso alla vita, in quanto ogni scelta assume molta più importanza.

Questo concetto assume maggiore rilevanza negli ultimi romanzi della Saga, quando la guerra è imminente e Harry capisce di doverla combattere per forza, e sostanzialmente da solo, pur essendo solamente un ragazzo. Da Harry Potter e il Principe Mezzosangue: Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l’essere trascinato nell’arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell’arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch’io – pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio – e lo sapevano anche i miei genitori – che c’era tutta la differenza del mondo.

La consapevolezza culmina nell’epilogo in Harry Potter e i Doni della Morte. Nelle ultime pagine, Harry apprende che per salvare il mondo magico deve essere ucciso da Voldemort in persona e decide di compiere questo sacrificio per il bene di tutti. Mentre cammina nella Foresta Proibita per andare ad affrontare la morte, finalmente comprende come aprire il boccino d’oro che Silente gli ha lasciato nel testamento: infatti, portandoselo alle labbra e sussurrando Sono pronto a morire, questo si apre e rivela al suo interno la Pietra della Resurrezione, che permette a Harry di rivedere i suoi cari un’ ultima volta. Il percorso di Harry a fianco della morte, per comprenderla, per accettarla, comincia proprio con le parole di Silente.

Insomma, è attraverso Harry Potter e la Camera dei Segreti che il lettore viene a contatto con la realtà del mondo dei Maghi e con la consapevolezza che non è perfetto. Come nel mondo reale in cui viviamo, anche nel Mondo Magico esistono il razzismo, le “classi”, i pregiudizi. J. K. Rowling spiega in modo molto accurato come i Purosangue pensino ancora che ci siano delle “caste” e dei Maghi superiori agli altri per lignaggio: questo ci riporta immediatamente alla realtà che viviamo noi ogni giorno, la quale purtroppo è ancora costellata di ingiustizie politiche e sociali, discriminazioni di ogni genere, e in cui il potere non si assegna in base alla meritocrazia ma ad altri fattori come il denaro, la corruzione e il nepotismo.

 

Greta Zaltieri ed Alessia Pazzano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: