Il diavolo veste rosa

Dolores Umbridge è stata considerata come il personaggio letterario più malvagio solo dopo Hannibal Lecter. Scoprire che da alcuni sia perfino amata mi ha fatto sfiorare l’idea di analizzare il personaggio per me stessa e per voi lettori.

Ciò che contraddistingue la Umbridge dagli altri personaggi malevoli della saga è il piacere che trae dal provocare dolore a qualcun altro, specialmente quando corrisponde a ciò di cui ha più timore, come tutto ciò che non sia Purosangue ed in particolar modo gli Ibridi, per cui prova un senso di disgusto.

Appropriandosi del merito di altri ottiene in fretta delle promozioni che le permettono di occupare posizioni sempre più prestigiose all’Ufficio Applicazione della Legge sulla Magia. Pertanto arriva il momento propizio per allontanare il padre dal posto di lavoro tramite il pensionamento anticipato. Questo le permette di negare qualsiasi legame di parentela con “quell’Umbridge che lavava i pavimenti”.

Il personaggio di Lord Voldemort disprezzava il padre Tom Riddle perché Babbano e prendeva le distanze dalle sue origini, addirittura mutando il nome che aveva ereditato da lui. La Umbridge, come Voldemort, nega di essere imparentata con il padre (un Mago poco ambizioso) e perde completamente i contatti con la madre Babbana ed il fratello Magonò. Coglie ogni occasione per ribadire la purezza del proprio sangue di fronte agli studenti prima e ai colleghi poi. In Harry Potter e i Doni della Morte Hermione (che stava mantenendo l’aspetto della funzionaria del Ministero Mafalda) chiede di più alla Umbridge del ciondolo che stava indossando e lei coglie l’occasione per sottolineare che si tratterebbe di un medaglione di famiglia: « La ‘S’ di Selwyn…sono imparentata con i Selwyn…in realtà sono poche le famiglie Purosangue con le quali non sono imparentata…peccato […] che non si possa dire lo stesso di lei. Professione genitori: fruttivendoli. » Fu la menzogna della Umbridge che fece salire a Harry il sangue al cervello, spazzando via ogni cautela l’idea che potesse usare un medaglione estorto a un criminale da quattro soldi per sostenere le proprie credenziali di Purosangue. Sia Voldemort che la Umbridge appongono un taglio netto alla propria ascendenza “impura”, poiché credono che solo i Maghi Purosangue siano legittimati al potere e che quindi essi stessi debbano corrispondere a questo ideale di figura autoritaria.

Sebbene abbia tentato spesso un approccio con i suoi superiori, Dolores non riesce mai a sposarsi, poiché non incontra nessun uomo che sia interessato a lei e alle sue brutali opinioni anti-Babbane. Con l’incedere degli anni diveniva sempre più spietata e più il suo carattere peggiorava, più il suo aspetto si addolciva. Esteriormente appariva mielosa e colorata di rosa, faceva suoi i vezzi da bambina mentre e, nel frattempo, all’interno covava un odio sempre più viscerale nei confronti dei Nati-Babbani e degli Ibridi.

La sua ascesa ai vertici del Ministero le concede per la prima volta la concreta possibilità di mettere in pratica il suo sadismo, giustificato come reazione emozionale ai movimenti millimetrici di ogni personaggio coinvolto nell’operazione condotta dalla Gazzetta del Profeta su comando dello stesso Ministero della Magia. Nel momento di maggior debolezza di Fudge, le cui paranoie erano fuori controllo, la Umbridge provava piacere ad alimentarle, distinguendosi come una delle poche persone di cui il Primo Ministro si fidasse. Tramite le sue manipolazioni, quindi riesce a farsi assegnare il ruolo di Inquisitore Supremo ad Hogwarts, assumendo per la prima volta un ruolo di potere nella stessa scuola che non le aveva mai affidato alcun incarico di responsabilità. Non era interessata a chi fosse ai vertici del potere purché le desse la possibilità di esercitare atti di violenza al fine di scaricare il proprio sadismo su chi non fosse in grado di difendersi. Perciò non risponde ad alcuna ideologia in particolare, ma solo a se stessa e alle sue più basse pulsioni. Quindi sfoga le sue frustrazioni sugli studenti e su Ibridi che non tollera poiché teme sia l’ignoto che il selvatico. Il suo dispotismo la porta a punire chiunque metta in discussione le regole da lei imposte.

Durante la sua prima lezione di Difesa Contro le Arti Oscure sostiene che la morte di Cedric Diggory sia stata un tragico incidente, provocando un frustato ed impulsivo Harry Potter che in risposta conferma quanto affermato in precedenza da Silente, ovvero che Voldemort era tornato e che aveva ucciso il co-campione della Coppa Tremaghi. A causa della sua insolenza si procura una punizione che sfocia in una tortura fisica, inflitta tramite uno strumento di sua invenzione che permetteva di incidere delle parole sulla pelle del malcapitato.

Dispotica ed intollerante, non accetta termini di confronto e non fa altro che rendere impossibile la vita ai professori e agli studenti, i quali però non potevano di certo rimanere con le mani in mano. Dopo l’ennesima tortura inflitta al protagonista, Hermione e Ron gli propongono di creare un gruppo di Difesa contro le Arti Oscure che sia utile per quanto riguarda i G.U.F.O. sempre più incombenti e anche per quanto concerne le abilità di difesa personale degli studenti che avevano voglia di parteciparvi. Con grande sorpresa di Harry venticinque persone si presentano al primo incontro del gruppo che prenderà poi il nome di Esercito di Silente. L’ES rendeva a tutti gli effetti concreta la minaccia che il Ministro decantava, a dimostrazione che a volte si possono plasmare i nemici con le proprie mani. Questo è un concetto che verrà ribadito in un’altra forma al termine di Harry Potter e l’Ordine della Fenice, quando Harry viene a conoscenza dell’esistenza di una profezia. Tale predizione tratta della persona che avrebbe il potere di sconfiggere il Signore Oscuro e recita: L’Oscuro Signore lo designerà come suo eguale; perciò è stato Voldemort a scegliere Harry come la persona che avrebbe potuto ucciderlo, designando il proprio nemico.

Harry stava vivendo un periodo in cui quasi tutti quelli che conosceva lo ritenevano pazzo e traeva la forza per andare avanti dalle soddisfazioni che gli forniva l’Esercito di Silente. In Harry Potter e l’Ordine della Fenice si legge: Nelle due settimane che seguirono fu come se Harry portasse dentro il petto una sorta di talismano, un segreto luminoso che lo sosteneva nel corso delle lezioni della Umbridge e gli rendeva perfino possibile sorridere quando guardava quegli orribili occhi sporgenti. Lui e l’ES la combattevano sotto il suo stesso naso, facendo proprio quello che lei e il Ministero temevano di più, e a ogni sua lezione, invece di leggere il libro di Wilbert Slinkhard, si abbandonava ad appaganti ricordi delle ultime riunioni.

In quanto Inquisitore Supremo si premura di controllare la posta che entra ed esce dal castello, scioglie ogni tipo di associazione, la cui ricostituzione necessita della sua autorizzazione con due importanti conseguenze: rendere l’Esercito di Silente (o ES) illecito e rendere quanto più difficile possibile la formazione della squadra di Quidditch di Grifondoro. Angelina Johnson, allora Capitano, è costretta a rivolgersi alla McGranitt, la quale intercede il permesso presso Silente per Angelina ed a scavalcare la professoressa di Difesa Contro le Arti Oscure. La reazione di Dolores è tipica di una persona ossessionata dall’ordine ed il controllo di ogni situazione: alla prima occasione utile, presentatasi alla prima partita Grifondoro VS Serpeverde, squalifica Harry Potter e i gemelli Weasley dal campo da gioco a vita, rendendo la vita di Angelina in qualità di Capitano alquanto difficile, dato che era impossibile rimpiazzare in breve tempo il Cercatore e due Battitori con delle persone altrettanto capaci. Di fatto, tramite il decreto didattico numero venticinque, spiana ai Serpeverde la strada verso la conquista della Coppa di Quidditch.

Di seguito a questo episodio, Hagrid arriva ad Hogwarts e riceve nell’immediato la prima visita della professoressa. In seguito dimostra di volerlo licenziare, essendo Hagrid l’unico insegnante Ibrido al di fuori di Fiorenzo, il quale credo che le incutesse talmente tanto orrore da costringersi a mantenere le distanze perfino dalla sua aula. Tratta Hagrid come un tonto parlandogli lentamente, a voce alta, scandendo le parole e ricorrendo a gesti elementari durante le sue incursioni alle lezioni del docente. Ritiene gli Ibridi impossibilitati a raggiungere l’intelligenza umana e durante l’ispezione legge i suoi stessi giudizi ad alta voce, mettendolo di proposito a disagio nel tentativo di fargli fare la figura dello stolto. Con il sostegno dei Serpeverde riesce davvero ad umiliare Hagrid, il quale era stato colto alla sprovvista poiché, essendo appena tornato dalla sua missione per conto dell’Ordine, non aveva avuto modo di conoscere i metodi della professoressa, né tanto meno il suo disprezzo per gli Ibridi.

Dopo l’evasione di massa da Azkaban Harry credeva che la professoressa si sarebbe placata. Invece secondo quanto riportato in Harry Potter e l’Ordine della Fenice[…] il suo desiderio furioso di portare sotto il proprio controllo ogni aspetto della vita di Hogwarts si intensificò. Sembrava determinata ad ottenere almeno un licenziamento quanto prima, e l’unica domanda era se sarebbe toccato alla professoressa Cooman o ad Hagrid. Ormai la Umbridge supervisionava ogni lezione dei due professori, rendendo isterica la Cooman e stranamente distratto e suscettibile Hagrid. In compenso, da quando si era diffusa la notizia dell’evasione dei Mangiamorte tutti i componenti dell’ES lavoravano più intensamente. Tra tutti spiccava Neville, probabilmente perché stimolato dal fatto che Bellatrix Lestrange (colei che aveva torturato i suoi genitori sino alla follia) fosse libera.

La verifica sulla Cooman non aveva avuto un esito positivo e la Umbridge la licenzia con una scenata plateale nella Sala d’Ingresso. L’intento della professoressa era di nuovo quello di umiliare l’ex-collega e di allontanarla dal castello, il volto del compiacimento. Manifesta un’espressione simile, di gioia perversa ed eccitazione indecente quando ottiene la notizia certa dell’esistenza dell’ES.

Poi, nel momento in cui Albus Silente diviene un ricercato, emerge totalmente la perfidia della Umbridge e della Squadra di Inquisizione (un gruppo di ragazzi da lei personalmente scelti) che acquisiscono il potere assoluto sulla scuola. La nuova Preside dà il via ad una serie di regole assurdamente restrittive sul comportamento degli studenti in generale e sull’uso dei camini (per eventuali comunicazioni e spostamenti). Il suo potere si amplia al punto da ritenere possibile di aggredire Hagrid durante la notte insieme a cinque uomini del Ministero. La professoressa McGranitt interviene per difendere il collega e viene colpita da non meno di quattro Schiantesimi nello stesso istante, il che la rende inerme. Però Hagrid riesce a fuggire e la professoressa di Trasfigurazione viene ricoverata all’Ospedale San Mungo per Malattie e Ferite Magiche.

Quando la Umbridge cattura Harry, Ron, Hermione, Neville, Ginny e Luna con l’intento di interrogarli per scoprire dove si trovi Albus Silente, arriva addirittura a minacciare Piton poiché non le fornisce il Veritaserum richiesto. In questa occasione dopo aver intimato di usare la Maledizione Cruciatus su Harry, in Harry Potter e l’Ordine della Fenice si legge: Aveva un’espressione eccitata, avida e maligna che Harry non le aveva mai visto. […] Puntando la bacchetta contro diversi punti del capo di Harry, come per decidere dove gli avrebbe fatto più male, tutto ciò mentre confessa davanti a tutti i ragazzi presenti di aver inviato due Dissennatori a Little Whinging l’estate scorsa perché lo trovassero. Quando Hermione comprende che la donna avrebbe inflitto ad Harry la Maledizione Senza Perdono, riesce a convincerla a farsi seguire lei insieme all’amico nella Foresta Proibita, sostenendo che fosse il luogo in cui Silente teneva da parte la sua arma segreta da scatenare contro il Ministero. La sua folle paranoia la spinge a credere alle parole della ragazzina e ad ignorare tutti i segnali che le avrebbero dovuto far intuire la bugia. Una volta nelle profondità della selva, la Umbridge usa Harry come scudo umano nei confronti di parecchi Centauri infuriati a causa dell’incursione di un’umana nei loro territori. Compiendo un errore dopo l’altro, nella sua ottusità, la Preside inveisce contro di loro prima chiamandoli Ibridi e poi Creature Magiche di presumibile intelligenza quasi umana. Indignata risponde alle accuse sostenendo che il Ministero abbia concesso ai Centauri delle aree permettendo loro di risiedere nella Foresta e che quindi in realtà quella zona non appartenga a loro. In tutta risposta una freccia le sfiora il volto e la Umbridge reagisce con insulti e minacce. Di fronte al lancio dell’incantesimo Incarceramus i Centauri attaccano, e Cassandro la porta via di peso dalla radura. La Strega non è più in grado di difendersi poiché la bacchetta le sfugge di mano e si spezza sotto uno zoccolo.

Successivamente alla sua capatina alla Foresta Proibita, prende nuovamente possesso della sua vecchia posizione al Ministero, che pagherà questa svista quando Harry in Harry Potter e il Principe Mezzosangue rifiuterà di collaborare con il nuovo Ministro in carica Rufus Scrimgeour. Infatti Dolores non verrà mai punita, sanzionata o licenziata per gli abusi di potere esercitati ad Hogwarts. Ciò fu interpretato dal protagonista come un segno della negligenza e della corruzione del Ministero. Quando Scrimgeour cade per essere poi sostituito da Pius O’Tusoe sotto la Maledizione Imperius, la donna, i cui modi di agire e di pensare erano apprezzati dai Mangiamorte, si tiene stretta il suo ruolo finché non le viene assegnata la direzione della Commissione per il Censimento dei Nati Babbani, ovvero il tribunale che giudicava colpevoli tutti  coloro che avevano la sfortuna di essere processati per aver “rubato la magia e conseguentemente la bacchetta. La Umbridge non è interessata a schierarsi in guerra, ciò che brama è il potere, possibilmente totalitario. Senza cuore, nutre un profondo odio verso il primo ricercato del Paese e probabilmente, se avesse saputo che seduta al suo fianco in tribunale in Harry Potter e i Doni della Morte c’era Hermione Granger nelle sembianze di Mafalda, non si sarebbe comportata in modo diverso da Bellatrix Lestrange. Ciò che differisce Bellatrix da lei, è il fatto che la Mangiamorte avesse ragione di spaventarsi all’idea di cosa le avrebbe fatto il Signore Oscuro se avesse scoperto che il suo nemico numero uno si trovava in possesso della Spada che le era stata affidata.

A confermare la sua insita perfidia vi è la questione del medaglione di Serpeverde, uno degli Horcrux di Voldemort. La Umbridge ne entra in possesso per caso ed Harry è costretto a distruggerlo. Per questo motivo si intrufola nel Ministero sotto mentite spoglie insieme a Ron ed Hermione. In questa occasione Harry individua l’occhio magico di Moody, il cui cadavere non era mai stato trovato dai membri dell’Ordine della Fenice e che, se avesse saputo che una parte del suo corpo veniva usata dalla Umbridge per controllare i dipendenti del suo dipartimento, gli avrebbe chiesto di rendergli giustizia. Il fatto che Harry sottragga l’occhio alla porta dell’ufficio della Umbridge, fa saltare la loro copertura.

Dolores ha avuto con sé uno degli oggetti più oscuri e malefici in assoluto per circa un anno senza avere alcun tipo di ripercussione negativa sul fisico ed in particolare sulla sua psiche. A dimostrazione di ciò ci sono più elementi. Quasi sicuramente aveva il medaglione al collo almeno per l’intera giornata lavorativa ed in più riusciva ad emanare un potente Patronus per tutto il tempo in cui risiedeva in tribunale. In Harry Potter e i Doni della Morte troviamo la seguente spiegazione: Il Patronus, ne era certo, apparteneva alla Umbridge, e brillava così intensamente perché lei era felice lì, nel suo elemento, a sostenere le leggi perverse che aveva contribuito a scrivere. Dunque, alla luce i questa affermazione ed essendo i lettori a conoscenza del fatto che il pezzo di anima del Signore Oscuro poteva spostarsi anche all’esterno del medaglione, possiamo affermare che molto probabilmente l’anima della Umbridge e quella distrutta di Voldemort abbiano un’affinità comune, dato che alimentano la reciproca malvagità. Abbiamo un’ulteriore conferma che la donna tragga inconsapevolmente giovamento dall’Horcrux quando Harry, ancora ignaro dell’influenza che potesse avere l’oggetto su chi lo indossava, sotto il Mantello dell’Invisibilità si avventura con il medaglione al collo alla ricerca di cibo in una cittadina Babbana. Però non appena mette piede nel centro abitato viene assalito dai Dissennatori e, non riuscendo ad evocare il suo Patronus, torna alla tenda affranto ed esausto dopo la corsa. Compreso cosa lo aveva bloccato, Hermione gli fa togliere il medaglione di dosso.

Inoltre sappiamo anche che l’oggetto metteva di cattivo umore in particolar modo chi lo indossava e che dopo poche settimane fa emergere in Ron un risentimento nei confronti di Harry ed i suoi peggiori timori, alimentandoli e spingendolo a litigare furiosamente con l’amico fino a prendere la decisione di andare via, lasciando i due ragazzi da soli. In questo dialogo di Harry Potter e i Doni della Morte Ron dà a Harry la seguente spiegazione:

 « No, non aprirlo, dico sul serio! »

« Perché no? Liberiamoci di quell’affare, sono mesi… »

« Non posso, Harry, davvero…fallo tu…»

« Ma perché? »

« Perché quella cosa mi fa male! » sbottò Ron, allontanandosi dal medaglione sulla pietra. « Non posso toccarlo! Harry, non cerco scuse per come mi sono comportato, ma su di me ha più effetto che su di te e Hermione, mi ha messo in testa delle cose, delle cose che pensavo comunque, ma le ha peggiorate, non riesco a spiegarlo, poi me lo toglievo e ritornavo in me, ma poi dovevo rimettermelo addosso…non posso farlo Harry! »

In effetti, durante il litigio con Harry, Hermione invita Ron a togliersi il medaglione con le seguenti parole:

« Togliti il medaglione, Ron » disse Hermione con voce insolitamente acuta. « Per favore toglilo. Non parleresti così se non l’avessi tenuto addosso tutto il giorno ».

A causa della devozione al regime, la Umbridge è stata processata e condannata ad Azkaban per aver causato la tortura, la prigionia e in alcuni casi la morte degli innocenti condannati al carcere a vita per aver “rubato” magia e bacchetta.

E come direbbe zio Vernon: « Giustizia! ».

Dafne Matsu

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